Il declino delle Awalim

La nascita della Raks Sharki o danza del Ventre, inizia con il tramontare delle tradizioni precedenti. All’inizio del ‘900  l’arte canora della Awalim restava fedele alla tradizione, ma la loro arte era ormai destinata a spegnersi. Negli anni ‘30 nuovi generi musicali, influenzati dalla musica occidentale e dalla musica popolare egiziana, riscontrarono un grande successo favorito dalla radio. La canzone del varietà, piacevole e popolare, dette spazio a nuovi cantanti che si sostituirono, progressivamente, alle Awalim… la radio trasmetteva le nuove canzoni e si sostituiva alla presenza fisica degli artisti ambulanti tradizionali.

I nuovi “turisti”

Dopo l’apertura del canale di Suez, l’Egitto fu invaso da un nuovo tipo di turisti; non più gli artisti romantici dell’800, ma un nuovo tipo di turisti che voleva “consumare” l’Egitto in fretta e furia. Questa nuova forma di turismo esasperò la frattura, che già si era creata con l’apertura dei malha, all’interno della danza: da una parte le Almée e le Ghawazi continuavano ad esibirsi secondo la tradizione e dall’altra la nuova forma di spettacolo professionale: la Raqs Sharqi.

Negli anni ’30  il percorso artistico delle Almée (danzatrici urbane di bassa casta) si biforca in due direzione: alcune Almée daranno vita alla Raks Sharki e altre alla Raks Beledi.

Le Almée continuarono ad esibirsi, ma ormai il loro pubblico apparteneva alle classi medio-basse (beledi), mentre i ricchi preferivano invitare le belly-dancer per le loro feste.

Danza solista delle Almée nel cabaret (luogo chiuso) = Raks Sharki (sinonimo di Danza del Ventre)     

Danza delle Almée  popolari = Raks Beledi

Tahia Carioca – Le danze popolari

Il Cabaret

Al Cairo sorsero dei grandi Night-Club, su imitazione di quelli europei, in cui uomini e donne moderni sedevano insieme. Gli abiti tradizionale dell’800 furono sostituiti dal due pezzi attualmente in uso: reggiseno risplendente e gonna trasparente con due ampi spacchi laterali. Questo nuovo costume hollywoodiano fu introdotto, in Egitto, nel 1920 dalle danzatrici reduci delle tournée in occidente, e dai film americani che influenzarono tutta l’industria cinematografica egiziana.

Naima Akif, una delle Grandi Dive

La nascita della Raks Sharki i danza del Ventre avviene quando, intorno al 1930, Badia Masabni aprì al Cairo la sua sala in stile europeo che divenne, in poco tempo, uno dei luoghi più alla moda della capitale e una sorta di università delle arti.

Badia Masabni, colei che rivoluzionò e forgiò la danza del ventre

Maestri russi furono invitati in Egitto per la formazione artistica delle nuove danzatrici. La danza delle Almée entra in metamorfosi e si arricchisce di elementi provenienti dalla danza classica.

Il coreografo Isaack Dickson si occupò, invece, di insegnare e creare coreografie di danze occidentali quali la salsa, la rumba, il tango e la carioca. Fu in questo locale che debuttarono Tahia Carioca (1937) e Samia Gamal (1940), le grandi dive che hanno scritto la storia dell’assolo femminile, insieme a Naima Akif (che seguirà un diverso percorso) con i suoi aspetti tecnici e artistici, basati sull’improvvisazione, l’abilità e la creatività personale piuttosto che su coreografie di gruppo precise: il loro stile è ancora molto “puro e beledi”, in armonia con un uso del corpo femminile che enfatizza la sensualità, ma non è mai volgare.

Queste grandi dive “inventarono” letteralmente la Raks Sharki (comunemente detta Sharqi o danza del ventre). Un nuovo stile che vedeva la fusione della danza tradizionale delle Almée, con altre danze arabe (danza tunisina ad esempio), la danza classica e le danze del varietà occidentale, senza però perdere lo spirito profondo della danza egiziana.

La nascita della Raks Shaki o danza del Ventre è così avvenuta e l’enorme successo di queste prime danzatrici è dovuto proprio alla “modernizzazione” della danza con l’uso di elementi culturali e artistici stranieri, che gli permise di creare un repertorio originale ed elaborato, di occupare lo spazio scenico con nuovi passi di spostamento, quali lo chassè e il déboulé. Adottando l’arabesques, le pirouettes e i port de bras emerse una nuova linea estetica ed energetica.

Per aderire al canone occidentale della leggerezza e dell’eleganza, attenuando così la natura “terrena” e la pesantezza della danza tradizionale, cominciarono a danzare sulle mezze punte e a diminuire la mole della danzatrice.

Samia Gamal… eleganza e raffinatezza

Sarà soprattutto Samia Gamal, danzatrice e attrice, a farsi portavoce di questo nuovo stile e a introdurre il velo, per dare più mistero alla danza e per materializzare l’immagine esotica creata dagli Orientalisti.

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