Le Dee Greche, ipostasi dell’Unica Dea

Le grandi Dee onnipotenti dei tempi antichi, furono frammentate e depotenziate dal patriarcato. In ogni mito greco riecheggia lo scontro tra due realtà: le pacifiche società matristiche e le tribù nomadi e guerriere che le invasero e distrussero.

Quando Zeus ottenne il potere assoluto in Cielo e in Terra, iniziò simbolicamente e realmente, l’Era patriarcale della guerra e della sofferenza.

Le antiche Dee cretesi e greche, figure immanenti e numinose, capaci di incarnare i mille volti del Femminile, furono violate, frammentate e costrette in ruoli secondari rispetto all’uomo.

Le sei Dee olimpiche Estia, Demetra, Era (figlie di Rea e Crono), Atena, Artemide e Persefone (figlie di Zeus), in base alla loro natura dominante risposero alla violenza con una deviazione, sviluppando degli aspetti “reattivi e anomali” per difendersi dai maschi e adattarsi alla nuova realtà. Comprendere di essere le figlie di questi potenti archetipi violati è già parte della Guarigione.

Agganciarsi all’Archetipo puro della Dea, che vive in noi, è il modo più semplice e naturale per ritrovare l’integrità interiore e con essa la libertà di essere ciò che siamo.

Astrologia Evolutiva – La Luna e le Dee Bianche
Le Dee Greche Vulnerabili

Dee Vulnerabili

Le 6 Dee Bianche, la Madri Onnipotenti dei tempi antichi, vennero frammentate e ad ognuna di loro fu “lasciato” un solo potere, che divenne la Sua Gloria e la Sua deviazione.

Così tutte divengono le ipostasi violate della Grande Dea, che attende la Sua redenzione (redenzione che ogni donna può fare per se stessa). La Sua Saggezza (Sophia), infatti, le ha permesso di trasformare la sofferenza subita in una Via Iniziatica, capace di trasmutare le corde dell’Anima.

Esse crearono i Misteri e le Iniziazioni che permettono alla Coscienza di Risvegliarsi nell’unione estatica con il Divino.

Così Demetra diventa la madre che vive unicamente per la figlia; Era la moglie tradita e umiliata dal potente Zeus e Persefone la figlia destinata a essere drogata, rapita e violentata dal Grande Dio degli Inferi.

Le Dee Vergini della tradizione Greca
Dee Vergini – Artemide, Estia e Atena

La Dea “Una in se stessa”

Nell’antichità la Verginità aveva un significato completamente diverso da quello attuale. Quando si parla di Dee Vergini s’intende un archetipo femminile che mantiene la Sua autonomia dal maschile e non ha bisogno della sua approvazione. Vergine come “Una in se stessa”, pura, incontaminata e non manipolata dall’uomo.

Ecco perché Iside è Vergine e Sposa! Questa è la natura divina del Femminile Assoluto: vivere tutti i piaceri della vita e farsi avvolgere dai sentimenti, senza mai dipendere da essi! La donna che le incarna è sicura di se stessa, forte, pensa lucidamente, sa cosa vuole, è stimolata dalla competitività e si realizza nell’azione

Le tre Dee Olimpiche che, decidendo di separarsi dagli uomini per mantenere la propria autonomia, divennero Dee Vergini, lo fecero in risposta a una violazione che le portò ad atteggiamenti estremi e alla durezza di cuore.

Non si sposarono mai, né furono mai sedotte, violentate o umiliate dagli uomini. Estremamente controllate erano immuni dall’innamoramento e dai sentimenti e non si facevano pervadere né dalla passione né dal desiderio.

Essendo ostinatamente fedeli solo a se stesse e ai loro valori interiori, non erano trasformate dalle loro esperienze ed erano inaccessibili al cambiamento (tagliate fuori dal fluire della vita). 

Così Artemide decise di ritirarsi nei boschi, separandosi dalla civiltà degli uomini e dai suoi valori, scegliendo di rimanere fedele alla Sua natura di Dea “selvaggia” e potente;

Atena, invece, s’identificò con i principi del patriarcato e, rinnegando il Suo legame con la Madre, li difese con ogni mezzo;

mentre la Saggia e introversa Estia si ritirò all’interno del Tempio, divenendo la Dea del Sacro Fuoco, anonima e solitaria protettrice del focolare (vestale).

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