PARTENOGENESI

Il culto della Nascita Divina nell’Antica Grecia

di Marguerite RigogliosoPsiche 2

Avevo letto molto tempo fa su “Il Fiore della Vita” di Drunvalo Melchizedek di questa capacità delle Donne di procreare femmine per partenogenesi. Pur sentendo vibrare dei ricordi profondi sull’argomento, lo avevo però accantonato.

Marguerita Rigoglioso è una rinomata e accreditata studiosa della storia religiosa del mondo antico e si occupa di “rileggere” la storia e i miti in termini matrifocali e di genere.

Il suo studio monumentale illumina l’argomento e apre un dialogo palpitante con le antiche pratiche partenogeniche delle Sacerdotesse della Dea che, come la Madre Universale, generavano da se stesse la vita, senza l’intercessione dell’uomo.

La parola Parthénos significa “vergine, fanciulla ma anche autogenesi” ed era normalmente riservato alle Dee Creatrici che creano se stesse dal Nulla / Tutto.

Nascosta all’interno dei miti, questa capacità delle donne è stata sepolta sotto il “giogo del Patriarcato” che ha spodestato le antiche Dee, depredando, violentando e usurpando il naturale e congenito Potere Creatore delle donne

L’autrice esplora “il culto della nascita divina” o “immacolata concezione” che, nel mondo antico, risulta essere stato di pubblico dominio.

Le fondamenta matriarcali del mondo greco

Basandosi sugli studi di eminenti storici e archeologici, su cui spicca il lavoro di Marija Gimbutas, sostiene la presenza di un pacifico mondo Matristico “incentrato sulla Grande Dea. In quei tempi le donne occupavano una posizioni chiave e gestivano il potere insieme agli uomini”, in totale armonia fra di loro e con i Cicli della Terra.

In ogni mito greco riecheggia lo scontro tra le due realtà: le pacifiche società matristiche e le tribù nomadi e guerriere che invasero e distrussero le antiche civiltà.

Quando Zeus ottenne il potere assoluto in Cielo e in Terra, iniziò l’Era patriarcale della guerra e della sofferenza.

Le antiche Dee, figure immanenti e numinose, capaci di incarnare i mille volti del Femminile, furono violate, frammentate e costrette in ruoli secondari rispetto all’uomo / Dio feroce e vendicatore che ne prese il posto.

Gli ordini Sacerdotali Femminili

L’Autrice distingue due ordini di partenogenesi pura: l’originale generatore di femmine e il successivo generatore di maschi.

Partenogenesi pura generatrice di femmine

Nella partenogenesi originale rientrava “una classe di vergini i cui sacri riti riproduttivi avevano lo scopo d’indurre una miosi spontanea degli ovuli (…). Attraverso la quale la madre fondamentalmente “replicava se stessa” (…). La sacra figlia, nata in modo tanto eccezionale, sarebbe stata vista come una manifestazione terrena della Grande Dea. Mentre la madre, avendo dato alla luce una creatura simile, avrebbe ottenuto uno status divino, avendo generato come la Dea Originale. Madre e Figlia (Demetra e Persefone) erano quindi “le Due gemelle”.

Demetra e Persefone, le Due Dee
Demetra e Persefone, le Due Dee
Partenogenesi pura generatrice di maschi

Nella fase di transizione al Patriarcato, la partenogenesi puro modificò lentamente i suoi obiettivi, permettendo la “nascita di un figlio divino” che testimonia, come dice Neumann, “il miracolo del femminile che contiene il maschile”. La sacerdotessa era ora in grado di generare una creatura “diversa da se stessa”, ancora senza nessuna fecondazione maschile.

La tradizione racconta che il “figlio divino” era però destinato ad una morte rituale a beneficio dell’umanità.

Le sacerdotesse dedite allo HierosGamos

Quando il Patriarcato trionfò, la relazione tra le divinità maschili e femminili cominciò ad essere interpretata come sessuale. Così anche le sacerdotesse furono invitate o costrette a unirsi al Dio, spesso incarnato in un uomo reale. In questo caso il Dio possedeva l’uomo / Sovrano / sacerdote. In questo modo la partenogenesi è stata relegata nella superstizione e sostituita dal Matrimonio Sacro.

Il libro raccoglie testi e miti legati alle Dee autogenerasi come Atena, Era e Artemide.

Il libro è estremamente interessante e pieno di spunti di riflessione.

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